MRGE: la malattia da reflusso gastroesofageo

La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) rappresenta una delle patologie più frequenti a carico dell’apparato digerente. La sua incidenza è andata aumentando notevolmente nell’ultimo decennio. E’ dovuta alla risalita di contenuto gastrico verso l’esofago; questo fenomeno può occasionalmente verificarsi anche in persone sane, ma diventa patologico quando la sua frequenza e la sua entità determinano la comparsa di sintomi, che interferiscono con la qualità della vita.

I sintomi caratteristici della MRGE sono essenzialmente due: la pirosi retro sternale, cioè una sensazione di bruciore, che in genere inizia a livello dello stomaco e sale verso il collo, e il rigurgito,cioè la risalita di liquido acido o amaro fino al cavo orale. Esistono però anche molti altri sintomi, non costanti e talvolta presenti anche in altre patologie digestive fra i quali le eruttazioni, il dolore epigastrico, a livello dello stomaco, la dispepsia, cioè il gonfiore e la tensione addominale e la digestione lenta.

In alcuni casi il reflusso può manifestarsi con sintomi “atipici” come il dolore toracico, la tosse stizzosa, la raucedine, il senso di corpo estraneo a livello faringeo, faringiti o laringiti ricorrenti, la disfonia, cioè l’abbassamento della voce, o ancora, alterazioni dello smalto dei denti. E’ sempre più frequente l’invio di pazienti al gastroenterologo per sospetto reflusso gastroesofageo da parte dello specialista otorinolaringoiatra, a cui il paziente si è rivolto per sintomi a carico della gola.

Le cause della MRGE sono multiple; in primo luogo abitudini di vita errate (pasti abbondanti, alimenti ricchi di grassi, fumo, alcoolici, caffeina); l’obesità; l’assunzione cronica di alcuni farmaci come alcuni antipertensivi (betabloccanti e calcio antagonisti).

I meccanismi fisiopatologici alla base del RGE sono molteplici; comprendono la riduzione di tono dello sfintere esofageo inferiore (la valvola posta al passaggio tra l’esofago e lo stomaco), talvolta transitori; un’alterata motilità dell’esofago, con ridotta sua capacità di eliminare i reflusso acidi; un alterato svuotamento gastrico. Solo in una parte di casi è presente un’ernia iatale.

La MRGE può manifestarsi con modalità alquanto variabili. Non sempre il reflusso dà sintomi; talvolta sono presenti sintomi, a cui non corrispondono lesioni evidenti dell’esofago. In una parte di casi la percezione del reflusso e la presenza di sintomi si associano a esofagite, cioè un’infiammazione della mucosa esofagea con comparsa di erosioni, talvolta estese; nei casi più gravi si formano ulcere, che guarendo possono determinare un restringimento del lume esofageo con disturbi del transito degli alimenti.

In caso di reflusso cronico può comparire un quadro detto “esofago di Barrett”, in cui l’epitelio dell’esofago viene sostituito da cellule di tipo diverso (intestinali), che presenta nel tempo un aumentato rischio di trasformazione neoplastica.

La diagnosi di MRGE viene effettuata mediante alcuni esami strumentali, fra i quali i più importanti sono l’endoscopia (esofagogastroduodenoscopia con biopsie), un eventuale studio radiologico, esami funzionali come pHmetria, manometria, impedenziometria, che consentono di determinare con precisione la frequenza, la quantità, il tipo di reflusso.

Il trattamento deve essere multifattoriale: in primo luogo è necessario correggere le abitudini di vita errate, l’alimentazione, il sovrappeso. Utile alzare un poco la testata del letto, evitando comunque di coricarsi subito dopo il pasto.

La terapia comprende farmaci che riducono la produzione di acido da parte dello stomaco (i cosiddetti inibitori della pompa protonica); farmaci protettori della mucosa e procinetici (che favoriscono lo svuotamento dello stomaco).

Poichè si tratta di una malattia con alla base delle alterazioni funzionali del tratto digestivo superiore, è importante comprendere che le modificazioni dello stile di vita dovranno essere costanti e  i provvedimenti terapeutici  effettuati almeno a cicli, con modalità variabili a seconda delle diverse situazioni dei pazienti.

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