La grande obesità

L’obesità è una malattia cronico degenerativa, caratterizzata da un eccesso di massa grassa nell’organismo. Nei soggetti obesi sono spesso presenti patologie associate (ipertensione arteriosa, diabete, dislipidemie, malattie cardiovascolari, osteoartropatie, pneumopatie) che  condizionano in senso negativo la qualità della vita, rappresentano un elevato costo sociale e costituiscono condizioni associate ad un elevato rischio di eventi cardiovascolari infausti.

Recenti studi condotti nel Nord America hanno messo in evidenza che alcune forme neoplastiche sono più frequenti nei pazienti obesi e tutto ciò incrementa il rischio di mortalità.

Le cause dell’incremento di questa patologia vanno ricercate nei sostanziali cambiamenti dello stile di vita che si sono realizzati negli ultimi decenni nei paesi più indistrializzati, in particolare per quanto riguarda la sedentarietà e l’introduzione di un eccesso calorico alimentare.

L’obesità ha attualmente raggiunto proporzioni epidemiche in tutti i continenti, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha coniato il termine “Globesity” (global obesity) per indicare la diffusione su scala planetaria del problema. I tassi di incidenza sono in rapida crescita e i soggetti affetti da sovrappeso ed obesità raggiungono in alcuni paesi anche il 70% della popolazione adulta.

In assenza di un’azione immediata, non è difficile prevedere gravi problemi di salute pubblica per milioni di persone nei prossimi anni. Studi recentemente sviluppati negli USA hanno dimostrato che una persona di 25 anni con un BMI>40 ha una aspettativa di vita ridotta di 12 anni rispetto ad una persona normopeso. Gli ultimi dati dell’OMS indicano che il 60% dei decessi riscontrati nei paesi Occidentali sono già oggi riconducibili a malattie croniche la cui gravità è strettamente correlata alla obesità ed al sovrappeso.

La situazione italiana

L’ultima analisi estesa dell’ISTAT relativa al periodo 1999-00 indicava che il 33,4% della popolazione italiana risultava in soprappeso od obesa, con una discreta prevalenza nelle regioni meridionali (36,3%) rispetto a quelle settentrionali (31,6%).

Il VI rapporto sull’obesità in Italia, presentato dall’Istituto Auxologico Italiano il 12/02/2007, indica un significativo peggioramento della situazione e le analisi a campione dell’ISTAT, relative all’anno 2005, indicano infatti che la popolazione adulta affetta da obesità e soprappeso costituisce il 44,8% del totale. Il rapporto indica che solo il 52,5% degli italiani adulti risulta ora normopeso, il 2,7% risulta sottopeso, mentre la popolazione in soprappeso è pari al 34,9% e gli obesi al 9,9%.  Anche questi ultimi dati indicano una prevalenza della obesità nelle Regioni meridionali (11,5%) rispetto a quelle settentrionali (9,2%).

Sulla base di questi dati si può stimare con ragionevole approssimazione che in Italia vi siano 500.000 grandi obesi (BMI >40) e 4.700.000 obesi con BMI compreso tra 30 e 40%. Il dato allarmante è costituito dal fatto che in soli 4 anni la popolazione di soggetti in soprappeso sia aumentata di circa 6.000.000 di unità ed è ben noto che il soprappeso costituisce l’anticamera naturale all’obesità. Ad aggravare queste considerazioni il dato, che emerge dagli ambienti pediatrici, che indica un notevole incremento dell’obesità nella popolazione giovanile, il 30-35% dei bambini risultano in sovrappeso ed il 10-12% francamente obesi.

La valutazione statistica ha dimostrato una elevata correlazione tra tasso di obesità e condizioni socio-economiche svantaggiate e tra eccesso di peso e bassi livelli di istruzione. Tra gli adulti con titolo di studio medio-alto (diploma o laurea) la percentuale degli obesi è pari al 4,5%, mentre sale al 15% nella popolazione adulta con la sola licenza elementare o priva di titolo di studio. Il fenomeno è più accentuato tra le donne. I dati mostrano come le fasce più colte e consapevoli della popolazione italiana, cioè quelle che possono seguire un comportamento dietetico più favorevole, siano quelle che riescono a “difendersi” meglio dal pericolo rappresentato dall’obesità e dal sovrappeso.

La situazione internazionale

 A livello internazionale la crescita epidemica dell’obesità di questi ultimi anni, riflette i profondi cambiamenti nella società e negli stili di vita delle diverse comunità. Da una parte il fattore genetico determina la suscettibilità del singolo a guadagnare peso, ma è soprattutto il bilancio energetico, determinato dall’apporto calorico e dall’attività fisica, la principale causa della Globesity. La crescita economica a livello mondiale, la modernizzazione, l’urbanizzazione, la maggior disponibilità di prodotti alimentari ad elevato contenuto calorico e la globalizzazione dei mercati alimentari sono alla base dell’epidemia.

La nazione in cui in cui il problema si sta manifestando in modo più allarmante sono gli Stati Uniti d’America, ove il 65% della popolazione maggiore di 15 anni è in sovrappeso e di questi il 31% è obesa. Dai dati forniti dal Centers for Disease Control and Prevention americano si nota come, negli Stati Uniti le donne siano maggiormente coinvolte: la razza nera è più colpita (49,6%) rispetto a quella ispanica (38.9%) e alla razza bianca (31,3%). Secondo le ultime rilevazioni, sono oltre 40 milioni gli americani che possono essere definiti obesi (BMI ≥ 30).

Nel continente Europeo, secondo i dati dell’OMS , vi è stato negli ultimi 5-7 anni un incremento del 50% dei soggetti in soprappeso e circa il 10-15% della popolazione può considerarsi obesa. In alcuni dei paesi più popolosi del vecchio continente, quali Gran Bretagna, Francia, Germania ed Italia, vi sono dai 5 ai 10 milioni di persone obese per Nazione.

Nell’intera Europa le stime mostrano la presenza di circa 400 milioni di persone in sovrappeso, di cui circa 130 milioni obese. Praticamente metà di tutti gli adulti europei ed un bambino su cinque sono in sovrappeso e di questi circa un terzo sono francamente obesi. A partire dagli anni Ottanta la prevalenza dell’obesità è triplicata in molti Paesi europei e continua a crescere; la tendenza è particolarmente allarmante nei bambini e negli adolescenti poiché in questo modo l’epidemia si sposta nell’età adulta e genera una crescita esponenziale delle condizioni di sovrappeso ed obesità, con un inevitabile peggioramento delle condizioni di salute per le generazioni future.

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