Sindromi da conflitto della caviglia

La patologia da conflitto comprende una serie di sindromi dolorose croniche della caviglia, conseguenti ad eventi traumatici di varia entità. Tali sindromi si verificano tipicamente in soggetti sportivi che sottopongono costantemente la caviglia a sollecitazioni funzionali intense, quali calciatori, ballerini o podisti che corrono su terreni sconnessi (fig1). In alcuni casi la patologia da conflitto può presentarsi anche in soggetti non sportivi come esito doloroso cronico di un singolo episodio traumatico, quale una frattura o una “comune” distorsione di caviglia.

Il paziente affetto da tale patologia riferisce l’insorgenza di dolore localizzato in aree caratteristiche della caviglia sia anteriori che posteriori (fig 2,3), in associazione alla pratica sportiva o in seguito a carichi prolungati. Talvolta il dolore si associa ad episodi di gonfiore e/o riduzione della mobilità dell’articolazione interessata.

La prevenzione di tali sindromi è principalmente basata sul corretto inquadramento diagnostico e terapeutico dei traumi che ne possono provocare l’insorgenza. Ad esempio un trauma distorsivo della caviglia,  anche di media entità, se non adeguatamente trattato, può esitare in un dolore cronico associato ad una limitazione funzionale dell’articolazione interessata.

Una volta che la sindrome da conflitto si è instaurata il trattamento conservativo, basato su idonee terapie fisiche e fisioterapiche, può determinare la guarigione completa o comunque un miglioramento significativo della sintomatologia dolorosa avvertita dal paziente.

In caso contrario, a fronte di una sintomatologia dolorosa invalidante per il paziente, diventa indicato il trattamento chirurgico della patologia.

Per le patologie da conflitto l’artroscopia di caviglia rappresenta un efficace strumento terapeutico. Tale tecnica viene eseguita grazie all’inserimento nello spazio articolare di un endoscopio di piccolo diametro  che consente di visualizzare  le diverse strutture anatomiche articolari (fig 4,5) e di trattare in modo mirato lesioni responsabili della sintomatologia dolorosa, attraverso un intervento a bassa invasività per il paziente.

Il protocollo postoperatorio è specificamente legato alle diverse sindromi da conflitto trattate. In ogni caso la caviglia viene lasciata libera per recuperare quanto prima la mobilità articolare completa ed è consentita una deambulazione in carico progressivo con l’ausilio di stampelle, che vengono di norma abbandonate nelle 2-3 settimane successive l’intervento.

Le piccole incisioni chirurgiche (solitamente 2) guariscono, salvo complicazioni, in 7-10 giorni. La ripresa dell’attività sportiva è prevista tra le 8 e le 10 settimane postoperatorie.

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