La nuova dimensione della Medicina dello Sport

Storicamente la Medicina dello Sport, una disciplina nata in Italia nella prima metà del 900 e successivamente diffusasi in tutto il mondo, è stata confinata in alcuni ambiti di intervento circoscritti e definiti, quali in particolare:

–        La certificazione della idoneità psicofisica alla pratica dell’attività agonistica

–        La terapia delle patologie conseguenti alla pratica sportiva, spesso in competizione con ortopedici e fisiatri

–        La gestione “dietologica e farmacologica” degli atleti, spesso in competizione o “associazione” con personaggi variamente qualificati…..

Ritengo, invece che la “Medicina dello Sport” possa e debba rappresentare un elemento fondamentale nella gestione della salute della collettività, garantendo una migliore qualità alla vita di ciascuno ed una significativa riduzione dei costi dell’assistenza sanitaria.

L’ Esercizio fisico correttamente prescritto, somministrato ed assunto costituisce, infatti, uno strumento formidabile nella terapia di moltissime patologie tipiche del nostro tempo e nella prevenzione delle malattie e degli squilibri caratteristici dell’invecchiamento.

Attraverso una attività fisica correttamente proposta e costantemente monitorata siamo infatti in grado di intervenire in modo efficace, in fase di prevenzione, terapia e recupero rispetto a:

–        Patologie cardiovascolari (ipertensione, infarto, ictus…..)

–        Patologie dismetaboliche  (diabete, obesità…)

–        Patologie dell’apparato osteoarticolare (artrosi dell’anca, periartrite della spalla…)

–        Patologie degenerative a livello neuromuscolare

–        Patologie della nutrizione

–        Patologie mentali e della personalità.

L’esercizio fisico, per altro, è un “Farmaco “ estremamente potente e va, quindi, gestito con attenzione e competenza, innanzitutto per evitare che gli effetti collaterali, legati alla sua somministrazione, superino i benefici ed inoltre per ridurre il rischio che nel tempo esso perda la sua “efficacia terapeutica”

Partendo da queste riflessioni e da anni di esperienza a fianco dei grandi campioni dello sport, un laboratorio fondamentale per sviluppare conoscenze in questo settore, ho, quindi,  raggiunto la convinzione che il Medico Sportivo debba approcciarsi a chiunque dall’atleta ad alto livello, all’amatore al cardiopatico in sovrappeso, all’anziano artrosico ……con lo stesso “Metodo” ; cambieranno gli obiettivi, le modalità di valutazione  ed i contenuti del programma proposto, ma il “Percorso” sarà lo stesso !

In particolare prima di proporre qualsiasi attività fisica sarà importante conoscere una serie di dati e di informazioni fondamentali per individualizzare il nostro intervento; potremo acquisire questi dati e queste informazioni attraverso la somministrazione di:

–        Anamnesi Sociale: mirata a conoscere l’organizzazione della vita e della giornata di ciascun “paziente”, ci consentirà di proporre l’esercizio fisico in modo compatibile con le abitudini e gli stili di vita individuali

–        Anamnesi Patologica: mirata a conoscere la storia clinica del “paziente” e le eventuali controindicazioni specifiche a determinate attività, ci consentirà di evitare la proposta di esercitazioni a rischio per quel soggetto

–        Anamnesi Sportiva: mirata a conoscere la storia sportiva di ciascuno ed in particolare eventuali abilità e predisposizioni individuali, ci consentirà di scegliere lo sport più adatto a ciascuno

–        Valutazione Clinica: mirata in particolare a identificare eventuali patologie cardiovascolari e respiratorie, ci consentirà di modulare i carichi in funzione delle condizioni dei diversi pazienti

–        Valutazione Antropometrica, Posturale ed identificazione di eventuali fattori di rischio osteo-articolari: mirata a determinare la composizione corporea di un soggetto ed a valutare eventuali squilibri posturali, scheletrici e muscolari, sarà fondamentale per evitare di proporre attività fisica che possano determinare patologie da sovraccarico acuto o cronico.

Acquisite queste informazioni dovremo individuare gli “Obiettivi” del nostro programma di allenamento; la “prestazione” che dovremo costruire con il nostro “atleta – paziente”.

Diversissimi possono essere gli obiettivi: camminare a passo veloce 30 minuti senza affanno o tachicardia, ridurre la pressione arteriosa in modo significativo, recuperare una adeguata articolarità della spalla o dell’anca, arrivare in cima allo Stelvio in bicicletta………

Identificati e condivisi con il paziente gli obiettivi sarà necessario elaborare i contenuti dell’allenamento in rapporto agli obiettivi stessi ed alle caratteristiche di ciascuno: a questo scopo sarà importante somministrare al nostro paziente specifici test di Valutazione funzionale mirati a conoscere le sue potenzialità, i suoi limiti e la sua capacità di risposta allo sforzo, nonché a fornirci le informazioni necessarie per individualizzare ed adeguare i diversi carichi allenanti.

 In particolare potremo proporre tre differenti tipologie di Test:

–        Test per la valutazione della Resistenza

–        Test per la valutazione della Forza

–        Test per la valutazione delle Capacità Coordinative.

 

 

 

A questo punto saremo alla fine della prima tappa del nostro percorso e saremo in grado di somministrare il farmaco “esercizio fisico” in modo corretto, partendo, per altro, dal rispetto dei tre principi fondamentali della “Teoria dell’ Allenamento”

–        Individualità: uno stimolo allenante per essere efficace deve essere ritagliato sulle specifiche caratteristiche di ciascuno

–        Gradualità: l’intensità e la durata degli stimoli allenanti dovranno essere gradualmente crescenti nel tempo per conservare la loro efficacia.

–        Continuità: gli stimoli allenanti per conservare la propria efficacia dovranno essere proposti in modo continuativo nel tempo, senza pause od interruzioni prolungate.

Per poter rispettare questi principi, dovremo, quindi, monitorare costantemente l’andamento del nostro programma di allenamento rivedendo periodicamente il “paziente atleta” e modificando la prescrizione di esercizio fisico in rapporto ai risultati conseguiti.

 

Ecco la nuova dimensione della Medicina dello Sport: partire dalle esperienze e dalle conoscenze maturate nel “laboratorio atleta” per prescrivere il “farmaco esercizio fisico” in modo adeguato e corretto a tutta la popolazione incidendo in modo significativo sul benessere e la qualità della vita del singolo soggetto e della collettività.

Ecco la sfida che ci aspetta !

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