Non avere paura – Conoscersi per Curarsi

Da “ Non avere paura. Conoscersi per Curarsi”.

Sonia Scarpante

www.lacuradise.it

Vogliamo partire?

E se vi raccontassi che questo mio testo è nato da un sogno? Un’intuizione fortunata ha allargato i miei sensi e il tempo mi ha aiutata ad indirizzare questo mio sogno verso una meta precisa. Mi sono chiesta, e tuttora non ho risposte esaurienti, come sono arrivata sino qui. Chi mi ha accompagnata in questo percorso che io chiamo

“ percorso dell’anima?” Proprio quei sogni, quelle intuizioni sono divenute la mia forza, la mia naturale consistenza. Tutto nasce da quell’autobiografia scritta dodici anni fa e tutto si rigenera attraverso quell’esperienza della conoscenza interiore, non ancora elusa. Vorrei farvi partecipi di questo mio percorso che nasce dalla scrittura come racconto di sé e che si espande nelle sue potenzialità investendo ogni parte della mia vita. Partiremo insieme da un percorso nato come conoscenza interiore che rivelerà nel suo susseguirsi possibilità nuove della nostra mente e approderemo a nuovi lidi dove ci attenderanno strumenti idonei che possiamo utilizzare per migliorare la nostra qualità di vita, il benessere psicologico che è la risorsa umana più grande che può appartenerci. Ho voluto scrivere questo libro per dare forza all’esperienza, alle testimonianze da cui possiamo leggere oltre, alle intuizioni che possono condurci verso mete ineguagliabili. Non è una facile lettura, è come se dovesse essere dosata lentamente per assaporarne la verità, ed è imprescindibile dalla mia storia.

4 risposte a Non avere paura – Conoscersi per Curarsi

  • Marina Zinzani scrive:

    La strada in cui accompagna Sonia è difficile, tortuosa, si annidano incontri inaspettati e non sempre piacevoli. Si potrebbe pensare che era meglio non intraprenderla, che si stava meglio prima.
    Ma piano piano si scopre che il fluire delle parole da sé, renderle cosa plastica attraverso la loro collocazione su un foglio, crea una piccola opera alchemica: il dolore si attenua, la chiarezza sul proprio passato, sulla propria identità, diventa l’inizio di una nuova visione delle cose, di un altro modo di essere.
    La scrittura come cura cambia la propria strada: non si sarà mai più soli, con una penna.

  • Rita Macchi scrive:

    La scrittura mi ha aiutato a diventare sempre piu’ consapevole e ricca dentro. Mi sono messa in discussione a sessant’anni, ho fatto un percorso di otto anni di analisi, frequentato corsi all’Umanitaria, alla Casa della Cultura e alla Fondazione Quarta con Sonia Scarpante docente e finalmente ho trovato il coraggio di svelarmi. Mi sono resa conto che ascoltando le storie degli altri, rileggere la mia autobiografia e narrare alcuni episodi marcatori, sarebbe stato essenziale per avere il coraggio di pubblicare il mio libro. Regalare qualcosa di intimo all’altro che ti ascolta mi ha aiutato nell’autostima. Mi sono accettata e perdonata. Ora vivo in modo consapevole, mi apprezzo nonostante i miei limiti e i miei difetti, che non mi impediscono di avere dubbi o difficolta’, ma mi evitano la disperazione e, cosa piu’ importante, non mi sento piu’ sola. Dopo la laurea in lingue e letteratura straniera ottenuta a 63 anni allo IULM, ho insegnato per 10 anni francese all’Umanitaria dove ho fatto anche il mentore cpn due bimbi stranieri, ho provato anche a fare la volontaria al TCI e in un centro anziani vicino a casa mia. Ho continuamente letto, ascoltato e viaggiato tra l’Italia e l’America dove vivono i miei due adorati figli.
    Ed e’ proprio questa mia passione di scrivere che mi aiuta e diventa luogo fertile per inventare o svelare altri modi di sentire, osservare, scrutare e registrare il mondo dentro e fuori di me. Certamente le esperienze di questi ultimi anni possono essere meno sorprendenti di quelle degli anni finiti della giovinezza e della prima eta’ adulta, ma scriverle mi aiutano a conoscermi meglio.
    Ora io so che non smettero’ mai di cercare la verita’ dentro di me. So che l’autobiografia e l’analisi hanno portato alla luce i detriti della mia storia perche’ hanno pescato a fondo e hanno ricucito una ferita da lungo tempo aperta. Ora mi hanno permesso di ridisegnare la mia nuova immagine e con lei mi sento rigenerata. Tutto nasce, muore e rinasce e la paura e’ voltata via.
    Rita Macchi

  • Sonia scrive:

    Anni fa ho vissuto un momento di forte stress. Mi sentivo sola, di fronte a un futuro pieno di incognite e con un corpo malato. Ci sono dei momenti nella vita in cui ti senti solo, anche se hai l’affetto di chi ti ama. E’ forse la sensazione di trovarsi di fronte a un bivio, e che le forze, quelle vere, le puoi tirare fuori solo tu.
    In quel momento, una penna mi è stata d’aiuto. Mi è stata amica, confidente, presenza piccola e silenziosa. La penna ha mosso la mia mano, ha richiamato i miei pensieri, uno ad uno, da stanze remote in cui erano rinchiusi. Ha fatto aprire le finestre di quelle stanze, dando voce alle inquietudini, alle fragilità, alle paure, dandomi nuova linfa, nuova energia.
    Le cure mediche sono servite, certo. Quelle per l’anima, oltre all’amore di chi mi era accanto, le ha fornite quella penna. Una penna magica.
    Ecco, il percorso di conoscenza di me stessa attraverso la scrittura è iniziato da lì, da una stanza buia, piena di paure e di dolore, e da quella penna, che oggi è ancora qui, con me, non l’ho abbandonata. Non si abbandona chi ti ha salvato una volta.
    Mi piacerebbe che salvasse anche altri.

  • Rita Macchi scrive:

    Sonia,
    hai ragione , la scrittura mi ha salvato e ancora oggi scrivere e’ una mia costante. Nella mia vita le paure sono state tante, troppe, paura di mio padre, del diavolo, di mio marito, del peccato e della vita. Con tenacia e costanza ho superato tanti ostacoli e ho capito che scrivere e’ diventato per me un luogo di benessere e cura. Scrivere la propria autobiografia e volgersi verso il proprio passato doloroso di errori e occasioni perdute e’ pur sempre un ripatteggiamento con quanto si e’ stati. Tale riconciliazione -un’assoluzione talvolta difficile- procura all’autore della propria vita emozioni di quiete. Perdonarsi, riappacificarsi aprono la nostra soggetivita’ a nuovi orizzonti. Il pensiero autobiografico condivide l’essere al mondo di tutti gli altri, l’egocentrismo si muta in un altruismo dell’anima. Si impara che la nostra storia poteva avere dei finali diversi, ma comunque sia, ora quella storia e’ cio’ che e’. E si tratta di cercare di amarla poiche’ la nostra storia di vita e’ il primo e ultimo amore che ci e’ dato in sorte. Dopo aver pubblicato il mio libro “le mie rinascite” sono sempre piu’ consapevole che puritanesimo, sensualita’, amore carnale e spirituale sono stati i conflitti che hanno condizionato e bloccato la mia vita e solo ora, dopo aver fatto quest’ultimo viaggio dentro di me, mi rendo conto che ho perso cose impalpabili e segrete, lievi come le piume d’uccello in aprile e pesanti come la creta che s’incolla ai piedi dei camminatori. Ora io prendo il mio tempo e so che e’ solo mio. Non esiste piu’ la fretta e la paura, e’ tempo di svelarsi e con la penna la paura e’ volata via.
    Rita Macchi

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