tiroide

Tiroidectomia totale: ripresa dell’intervento

Il gozzo tossico diffuso (Malattia di Flajani-Graves-Basedow)

La curiosa storia dell’eponimo

La prima osservazione di un gozzo accompagnato ad esoftalmo si deve probabilmente ad un medico persiano del 12 secolo, Sayyid Ismail al-Jurjani il quale lo descrisse nel suo trattato “Il tesoro dello Scià di Khwarazm”, il più famoso dei suoi cinque libri ed il testo medico di riferimento del suo tempo. Nei tempi moderni il quadro clinico della malattia fu notato da Caleb Hillier Parry nel 1786 ma riportato (dal figlio) nella raccolta postuma dei suoi scritti inediti solo nel 1825. (“Collections from the unpublished medical writings of the late Caleb Hillier Parry“. Underwoods, London 1825).

Ma già nel 1802 Giuseppe Flajani, Chirurgo Emerito ed anatomista all’Ospedale Santo Spirito in Roma aveva descritto un gozzo con esoftalmo (“Collezione di osservazioni e riflessioni di chirurgia”. Stamperia Contedini, Roma 1802; III, 270) e nel 1810 anche Angelo Giuseppe Testa, Professore di Clinica Medica e Direttore degli Ospedali di Ferrara e quindi Professore di Clinica Medica all’Università di Bologna (“Delle malattie di cuore, loro cagioni, specie, segni e cura”).

Una descrizione accurata si deve, nel 1835, a Robert James Graves, fisiologo ed anatomista irlandese (“Newly observed affection of the thyroid”. London Medical and Surgical Journal 1835; 7:515) e, successivamente a Karl Adolph von Basedow nel 1840, descritto nella classica triade sintomatologica: gozzo, esoftalmo e tachicardia (“Exophthalmos due to hypertrophy of the cellular tissue in the orbit”. Wochenschr Gesellschaft Heilk 1840;14:179).

In Europa la patologia è conosciuta soprattutto come malattia di Basedow o al più come Flajani-Basedow, mentre in Inghilterra, in Irlanda e negli Stati Uniti è nota esclusivamente come malattia di Graves. Perchè?

Probabilmente perché allora (e talvolta ancor’oggi) proposizioni scientifiche pur brillanti, mancavano dello ‘slancio’ necessario a vincere quell’atteggiamento di snobismo culturale verso la lingua straniera che ci ha spesso penalizzato ma che è purtroppo indispensabile per raggiungere la diffusione internazionale.

Infatti Flajani pubblicò le sue osservazioni a Roma, nella stamperia di Lino Contedini in S. Michele a Ripa, di rilievo si, ma ‘cittadina’; Graves prima e Basedow poi, invece, pubblicarono l’uno sulla rivista dei chirurghi inglesi edita a Londra e l’altro su una prestigiosa rivista tedesca, entrambe a larga diffusione internazionale. Nulla è cambiato.

 

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